er molte ASD il 5 per mille rappresenta una possibilità concreta per ottenere risorse da destinare alle proprie attività.
Ma attenzione alle scadenze: il 30 settembre 2026 è terminato il termine per la remissione in bonis relativa al 5 per mille dell'anno finanziario 2026.
Questo significa che, per le associazioni che non erano già inserite nell'elenco permanente e non avevano presentato la domanda entro il termine ordinario del 10 aprile, quella era l'ultima possibilità per regolarizzare la propria posizione.
Ma cosa succede adesso? E soprattutto: come deve comportarsi una ASD che vuole continuare a beneficiare del 5 per mille negli anni successivi?
Prima di tutto: cos'è il 5 per mille?
Il 5 per mille consente ai contribuenti di destinare una quota della propria IRPEF a determinati enti e associazioni, tra cui le associazioni sportive dilettantistiche che possiedono i requisiti previsti dalla normativa.
Per le ASD non si tratta quindi di un contributo richiesto direttamente allo Stato: sono i contribuenti, attraverso la propria dichiarazione dei redditi, a scegliere a quale soggetto destinare il proprio 5 per mille.
Per poter ricevere queste somme, però, la società deve essere ammessa al relativo riparto e comparire negli elenchi previsti.
Chi può accedere al 5 per mille?
Non tutte le realtà sportive possono automaticamente beneficiare del 5 per mille.
Tra i requisiti indicati dal Dipartimento per lo Sport rientrano, per le ASD, il riconoscimento ai fini sportivi, la presenza del settore giovanile e l'affiliazione a una Federazione Sportiva Nazionale, a una Disciplina Sportiva Associata o a un Ente di Promozione Sportiva riconosciuto dal CONI.
È quindi importante non confondere l'iscrizione al RASD con l'accesso automatico al 5 per mille: essere regolarmente iscritti al Registro non significa, da solo, essere automaticamente inseriti nell'elenco dei beneficiari.
Occorre verificare anche i requisiti specifici previsti per il beneficio.
Cosa è successo nel 2026?
Per il 5 per mille 2026 la procedura ordinaria prevedeva la presentazione della domanda entro il 10 aprile 2026.
Le ASD già presenti nell'elenco permanente 2026 non dovevano invece ripetere la procedura di iscrizione. Il CONI ha infatti chiarito che le associazioni presenti nell'elenco permanente non devono ripresentare ogni anno la domanda, salvo eventuali variazioni o perdita dei requisiti.
Per le altre ASD era invece necessario presentare la domanda di accreditamento attraverso i servizi telematici dell'Agenzia delle Entrate.
E per chi si è dimenticato?
Qui arriviamo alla scadenza appena trascorsa.
Le ASD che non avevano presentato la domanda entro il 10 aprile e non erano presenti nell'elenco permanente avevano una seconda possibilità attraverso la remissione in bonis.
Il termine era il 30 settembre 2026.
Per regolarizzare la posizione era necessario:
presentare telematicamente la domanda di accreditamento;
versare contestualmente 250 euro tramite modello F24 ELIDE;
utilizzare il codice tributo 8115.
L'Agenzia delle Entrate specificava espressamente che il versamento doveva essere effettuato entro il 30 settembre e senza possibilità di ulteriore ravvedimento.
Per questo, oggi, 5 ottobre, la scadenza può essere considerata particolarmente importante per chi si occupa della gestione amministrativa di una ASD: chi non era nell'elenco permanente, non aveva presentato la domanda entro il 10 aprile e non ha regolarizzato entro il 30 settembre non può recuperare il 5 per mille 2026 attraverso quella procedura.
Quindi, cosa deve controllare oggi una ASD?
La prima cosa da fare è molto semplice: controllare la propria posizione.
Una ASD dovrebbe verificare se:
è presente nell'elenco permanente 2026;
ha presentato regolarmente la domanda per il 2026;
è stata ammessa al beneficio;
mantiene i requisiti richiesti;
i dati dell'associazione sono corretti.
Il controllo è particolarmente importante perché il 5 per mille non dovrebbe essere considerato un adempimento da ricordare soltanto quando arriva la scadenza.
È un procedimento che si sviluppa su più anni e coinvolge ASD, CONI, Agenzia delle Entrate, Dipartimento per lo Sport e, successivamente, i contribuenti che effettuano la scelta nella propria dichiarazione dei redditi.
Una volta ottenuto il beneficio, non finisce tutto con l'accredito
C'è un altro aspetto che spesso viene sottovalutato: ricevere il 5 per mille comporta anche obblighi successivi.
Le ASD beneficiarie devono infatti rendicontare la destinazione delle somme ricevute.
Il Dipartimento per lo Sport prevede la redazione di un rendiconto, accompagnato da una relazione illustrativa, entro un anno dalla percezione del contributo.
La documentazione e i giustificativi devono inoltre essere conservati presso la sede legale per 10 anni.
Per contributi inferiori a 20.000 euro, il rendiconto non deve essere ordinariamente trasmesso, salvo richiesta dell'amministrazione; per importi pari o superiori a 20.000 euro sono previsti specifici obblighi di trasmissione e pubblicazione.
In altre parole: il 5 per mille non è soltanto una somma da incassare, ma una risorsa che deve essere gestita e rendicontata correttamente.
E per il prossimo anno?
La lezione più semplice da portarsi dietro dal 2026 è questa: non aspettare settembre.
Per una ASD che vuole partecipare al 5 per mille, è opportuno inserire il controllo tra gli adempimenti ricorrenti di inizio anno.
In particolare, conviene verificare:
1. La presenza nell'elenco permanente
Se la ASD è già inserita, normalmente non deve ripetere ogni anno la procedura di iscrizione.
2. Il mantenimento dei requisiti
Eventuali variazioni o la perdita dei requisiti possono incidere sulla permanenza nel beneficio.
3. I dati dell'associazione
Anagrafica, rappresentante legale e altri dati devono essere corretti e aggiornati.
4. Le coordinate bancarie
Quando richiesto dal Dipartimento per lo Sport, l'associazione deve fornire le coordinate necessarie per ricevere il contributo. Per le associazioni ammesse per la prima volta sono previste specifiche procedure di registrazione e inserimento dell'IBAN.
5. La rendicontazione
Una volta ricevute le somme, bisogna sapere come documentarne correttamente l'utilizzo.
Il 5 per mille è una risorsa, ma anche un adempimento
Per una ASD, il 5 per mille può rappresentare un'importante fonte di sostegno per le proprie attività, soprattutto quando le risorse vengono utilizzate per sostenere progetti, attività giovanili, attrezzature o iniziative rivolte ai propri tesserati.
Ma proprio perché si tratta di una risorsa pubblica, è fondamentale affrontare il procedimento con la stessa attenzione dedicata agli altri adempimenti amministrativi.
Il vero errore, quindi, non è soltanto dimenticare una scadenza.
È non avere un sistema per ricordarsi che quella scadenza esiste.
Il 30 settembre 2026 è ormai passato. Per chi ha perso il termine, il prossimo appuntamento utile sarà quello relativo alla procedura del 5 per mille dell'anno successivo.
Per chi invece è già inserito negli elenchi, il consiglio è altrettanto semplice: non dare per scontato che “si rinnovi tutto da solo”. Meglio verificare periodicamente requisiti, dati e adempimenti.
Per una ASD ben organizzata, anche questo fa parte della gestione della società.
Questo articolo ha finalità informative e non sostituisce la consulenza di un professionista. Per gli adempimenti relativi al 5 per mille è sempre opportuno verificare la propria posizione sui portali ufficiali dell'Agenzia delle Entrate, del CONI e del Dipartimento per lo Sport.
