l volontariato è una parte fondamentale dello sport
Dietro una gara, un torneo, un evento o una semplice giornata di attività sportiva ci sono spesso persone che mettono a disposizione gratuitamente il proprio tempo.
Sono i volontari sportivi.
Genitori, dirigenti, ex atleti, appassionati e tanti altri collaboratori contribuiscono ogni giorno al funzionamento delle associazioni e delle società sportive.
Ma essere volontario non significa semplicemente "lavorare gratis".
La Riforma dello Sport ha infatti definito una disciplina specifica per il volontariato sportivo, stabilendo cosa può fare un volontario, quali rimborsi può ricevere e quali sono gli obblighi dell'ente che se ne avvale.
Chi è realmente un volontario sportivo?
Il volontario sportivo mette a disposizione il proprio tempo e le proprie capacità in modo personale, spontaneo e gratuito, senza fini di lucro e con finalità amatoriali.
La caratteristica fondamentale è quindi la gratuità dell'attività.
Il volontario non può essere retribuito per la propria prestazione e la sua attività non deve essere confusa con quella di un lavoratore sportivo.
Questa distinzione è importante: se una persona svolge un'attività lavorativa vera e propria, con le caratteristiche previste dalla normativa, non può essere semplicemente qualificata come volontario per evitare l'instaurazione di un rapporto di lavoro.
Quali spese può ricevere un volontario?
Il volontario può ricevere il rimborso delle spese sostenute per la propria attività secondo le modalità previste dalla normativa.
In particolare, possono essere riconosciuti rimborsi documentati delle spese effettivamente sostenute.
Esiste inoltre la possibilità di riconoscere, in determinate situazioni, un rimborso forfettario fino a 400 euro mensili.
Ma attenzione: il rimborso forfettario non è uno "stipendio alternativo".
È una modalità di rimborso prevista dalla normativa e deve essere utilizzata rispettando precise condizioni.
Quando è possibile il rimborso forfettario da 400 euro?
Il rimborso forfettario è collegato alle attività svolte in occasione di manifestazioni ed eventi sportivi riconosciuti dagli organismi sportivi previsti dalla normativa.
Dal 2024 la disciplina è stata modificata e il rimborso può essere riconosciuto, nei casi previsti, anche per attività svolte nel comune di residenza del volontario.
Non significa quindi che una ASD possa decidere liberamente di riconoscere 400 euro al mese a qualsiasi volontario.
È necessario che ricorrano le condizioni previste e che l'ente abbia adottato le procedure necessarie.
I 400 euro sono un limite per ogni volontario
Un altro aspetto da conoscere riguarda il limite mensile.
I 400 euro sono un limite complessivo riferito al singolo volontario, non un limite che ogni ASD può applicare separatamente.
Per questo è importante che la società o associazione raccolga dal volontario le informazioni necessarie per sapere se abbia già ricevuto altri rimborsi forfettari nel corso dello stesso mese.
L'autocertificazione diventa quindi uno strumento importante per permettere all'ente di effettuare correttamente questi controlli.
Attenzione: il rimborso non è un compenso
Questo è probabilmente il concetto più importante da ricordare.
Un volontario non può essere pagato per la propria attività.
Il rimborso serve a coprire le spese sostenute secondo le modalità consentite dalla normativa.
Se una persona viene chiamata ogni settimana a svolgere un'attività continuativa e organizzata e riceve somme periodiche per quella prestazione, non è sufficiente definirla "volontario" per qualificare automaticamente il rapporto.
La natura effettiva dell'attività rimane fondamentale.
Anche l'ASD ha degli obblighi
La gestione del volontariato non riguarda soltanto il volontario.
Anche l'ASD o la SSD deve organizzarsi correttamente.
Tra gli aspetti da considerare ci sono la corretta identificazione dei volontari, la gestione dei rimborsi e gli adempimenti previsti dalla normativa.
In particolare, gli enti sportivi che riconoscono rimborsi forfettari devono effettuare le relative comunicazioni attraverso il Registro nazionale delle attività sportive dilettantistiche (RASD) secondo le modalità previste.
I volontari devono inoltre essere assicurati per la responsabilità civile verso terzi.
Rimborsi e soglia dei 15.000 euro: un punto da non sottovalutare
C'è poi un aspetto che merita particolare attenzione e che abbiamo già incontrato nella nostra recente analisi della circolare dell'Agenzia delle Entrate.
I rimborsi forfettari ai volontari, pur non costituendo di per sé reddito entro le condizioni previste, rilevano nel monitoraggio delle soglie previste dalla normativa sul lavoro sportivo.
Per questo è importante che il volontario comunichi correttamente eventuali somme percepite anche da altri enti.
L'ASD non dovrebbe quindi limitarsi a verificare quanto ha pagato direttamente, ma deve raccogliere le informazioni necessarie per gestire correttamente la posizione del volontario.
Volontario o lavoratore sportivo?
È una domanda che ogni ASD dovrebbe porsi prima di iniziare una collaborazione.
Se una persona svolge gratuitamente un'attività per finalità amatoriali, può rientrare nella disciplina del volontariato.
Se invece svolge una prestazione lavorativa dietro compenso, occorre valutare la possibilità che si tratti di un lavoratore sportivo e instaurare il corretto rapporto previsto dalla normativa.
La differenza non sta quindi nel nome che viene dato alla collaborazione, ma nelle caratteristiche concrete dell'attività svolta.
Una gestione corretta tutela tutti
Il volontariato rappresenta una delle grandi risorse dello sport dilettantistico.
Proprio per questo dovrebbe essere gestito con la stessa attenzione riservata agli altri rapporti che una ASD o SSD intrattiene.
Per l'associazione significa avere procedure chiare.
Per il volontario significa sapere esattamente quale sia il proprio ruolo e quali spese possano essere rimborsate.
E per entrambi significa evitare che una collaborazione nata con finalità volontaristiche venga gestita, anche involontariamente, in maniera non coerente con la normativa.
Il volontariato è una risorsa, ma deve essere organizzato
Il volontario non è semplicemente una persona che "dà una mano".
È una figura prevista e regolamentata dalla Riforma dello Sport, con diritti, limiti e responsabilità.
Conoscere queste regole permette alle ASD e alle SSD di valorizzare meglio il contributo di chi sceglie di dedicare il proprio tempo allo sport, evitando allo stesso tempo di confondere volontariato, rimborso spese e lavoro sportivo.
Per una società sportiva ben organizzata, anche questo significa fare sport in modo più professionale.
Il presente articolo ha finalità esclusivamente informative e non costituisce consulenza fiscale, giuslavoristica o legale. Per la gestione di casi specifici è opportuno rivolgersi a un professionista competente.
